ALABASTER a cura di KAMIMURA KAZUO
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Titolo:
Alabaster
Casa editrice: Akita Shoten
Dati: 2 volumi
Pubblicato dal 1970 al 1971, su Shonen Champion
Inedito in Occidente.
Ogni qual volta si ha la
possibilità di leggere un manga di Tezuka Osamu, non so il perché, ma si rischia
di cadere quasi in un’esperienza mistica, in una sorta di assuefazione costante
e soffocante. Recentemente mi sono capitati tra le mani i due volumi che
compongono la serie “Alabaster”, opera del 1971 pubblicata sulle pagine di
“Shounen Champion” (dal 21 dicembre fino al 28 giugno dell’anno successivo).
“Alabaster” rientra nella categoria di tutti quei manga che Tezuka realizzò nei
primi anni Settanta, nella speranza di ampliare il bacino d’utenza dei suoi
lettori, proponendosi con delle storie dalle tematiche più adulte, ma,
nonostante tutto, ancorate al classico modello del fumetto per ragazzi. La
ricerca di nuove strade espressive e grafiche lo aveva fatto scontrare con una
realtà editoriale ben diversa dagli anni in cui aveva mosso i primi passi. La
nascita di nuove riviste e la comparsa di nuovi autori avevano fatto calare
vertiginosamente le vendite delle opere di Tezuka, sempre più preda del blocco
psicologico da scrittore ma comunque volenteroso e caparbio nella ricerca di
nuovi stili espressivi. La nascita e la fortuna dell’ hecchi manga (fumetti per
ragazzi caratterizzati da una costante presenza di scene e ammiccamenti
sessuali) aveva convinto Tezuka a muoversi anche in quella direzione,
provocando, doppiamente, scandalo. “Alabaster” non rientra in questo filone
fumettistico, anche se non lesina scene di nudo , riferimenti poco velati
all’ambiguità sessuale di uno dei protagonisti e un leggero tocco di incesto
(puro e casto). Ma anche “Alabaster” non ottenne il successo che Tezuka tanto
sperava e, per non lasciarlo incompleto, decise di terminarlo ugualmente ma in
maniera alquanto sbrigativa. Probabilmente il pubblico di “Shounen Champion”
avrebbe preferito una trama più semplice e con minori pretese morali, ma proprio
in questo, a mio avviso, si nasconde il fascino di questo manga. In bilico tra
un pubblico di adolescenti e uno maturo (cui maggiormente aspirava), Tezuka
confeziona una storia potente di analisi sociale, una vibrante opera di denuncia
contro ogni forma di razzismo e ferocia. James Block è un giovane e promettente
atleta di colore con al suo attivo diverse gare vinte. Il suo nome si legge a
caratteri cubitali su qualsiasi rivista e la sua è una fama in completa ascesa.
Il giorno in cui si innamora di una famosa presentatrice televisiva bianca, la
sua vita subisce un drastico cambiamento. Quando James le chiederà di sposarlo,
la ragazza lo respinge, deridendolo per il colore della pelle e per la sua
assurda pretesa di volersi sposare con lei, una donna bianca. James è stato per
lei un semplice divertimento, un compagno di letto e di avventure. In preda alla
follia, l’uomo tenta di ucciderla inseguendola con una macchina rubata, ma nella
fuga, sfrecciando a tutta velocità per le strade, investe un uomo che muore sul
colpo. Durante il periodo in carcere per l’omicidio, James conosce uno strano
scienziato che lo mette al corrente di una sua invenzione, utile per mettere in
atto la sua vendetta. Si tratta di una pistola che rende invisibile il corpo di
chi si espone a suoi raggi. Uscito dal carcere, James entra in possesso di
questa pistola e decide di iniziare il suo diabolico piano di vendetta. Ma la
pistola ha alcuni effetti collaterali. Se si rimane troppo esposti al raggio, si
passa dallo stato di invisibilità a quello di morte. James si espone per un
tempo inferiore al dovuto e il suo corpo, anziché diventare invisibile, diventa
lo specchio di se stesso. Il suo corpo assume il colore dell’alabastro, lucido e
trasparente, e nel quale sono ben visibili tutti i vasi sanguigni. Adesso il suo
corpo, grottesco e rivoltante, diventa il simbolo del suo modo di vivere. La
bellezza è un male sociale: il suo compito sarà quello di distruggerla,
annientarla e creare una nuova società in cui il concetto di bellezza venga
letteralmente soppiantato e invertito. Alabaster, questo è il nuovo nome di
James, sarà coadiuvato nella sua impresa da una banda di scapestrati capitanati
da Gen e da Ami, ragazza invisibile nonché nipote dello strano scienziato. Il
loro intento sarà quello di trasformare la bellezza: il grottesco e l’orrido
dovranno essere la “nuova bellezza”, il nuovo ideale cui aspirare. La pistola di
Alabaster non conoscerà pietà: donne e uomini affascinati moriranno esposti ai
loro raggi o verranno trasformati in esseri ibridi e mostruosi. Tezuka è
riuscito a trasmettere ai suoi lettori il senso di sofferenza e paura provati
dai “diversi”, da tutti coloro che vengono derisi per il proprio colore della
pelle, da tutti coloro che soffrono a causa dei mali della società
contemporanea. Ami, derisa e oltraggiata per essere invisibile, e Alabaster
vittima e carnefice della società che lo aveva escluso. Sofferenza, vendetta,
morte ma anche redenzione.
Il nome di Tezuka rimane ancor oggi legato soltanto ad alcune opere ritenute
“maggiori”, e molto spesso la critica ufficiale si dimentica che nella
sterminata produzione tezukiana ci sono opere, come “Alabaster”, meritevoli e
dal grande valore umano e artistico. Come dice Alabaster, la bellezza è qualcosa
di effimero, di apparente. Un fenomeno che nasconde malvagità e crudeltà. Cosa
c’è di bello in un fiore? La bellezza di ciò che vediamo (la corolla, i colori)
occulta ciò che è nascosto. La radice sotto terra è la vita nonché l’essenza
stessa del fiore. E’ proprio vero allora che la bellezza nasconde sempre il
proprio lato malvagio e orripilante? Sarà forse che la bellezza è
imprescindibile dalla crudeltà?
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