LA FENICE (HI NO TORI) a cura di SPACED JAZZ

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Titolo: La Fenice
Casa editrice edizione italiana: Hazard
Dati: 5 volumi-in corso; prezzo e pagine variabili a seconda delle uscite.
Titolo originale: Hi no tori 

Così l’opera viene presentata dall'editore:

”Fin dagli esordi della sua carriera, Tezuka aspirò a cimentarsi con un’opera cosmica che potesse esprimere la sua concezione del mondo e della vita, della natura e della storia; il mito della fenice, creatura variamente raffigurata a Oriente e Occidente, e divenuta simbolo universale di morte e risurrezione intrecciandosi con le più antiche dottrine cosmologiche e religiose, ben si prestava a fare da filo conduttore di una tale ambizione monumentale.
Dopo un primo tentativo del 1956, La Fenice (Hi no Tori, “Uccello di fuoco”) impegnò Tezuka a più riprese – tra il 1967 e il 1972, il 1976 e il 1980, il 1986 e il 1988, cioè per tutto il corso della sua evoluzione umana e artistica – come un’opera aperta composta d’innumerevoli variazioni di un unico tema.”

Il manga, diviso in saghe, nella versione italiana conterà 16 volumi che si snoderanno cronologicamente fra le diverse epoche e culture della storia, al termine dei quali verrà pubblicato anche il prequel risalente al 1956.
Il piano dell’opera:

volumi 1 e 2: "Il Libro dell'Alba"
volume 3 "Il Libro del Futuro"
volume 4 "Il Libro di Yamato / Il Libro dell'Universo"
volumi 5 e 6 "Il Libro del Mito"
volume 7 e prima parte dell'8 "Il Libro della Resurrezione"
seconda parte del volume 8 "Il Libro del Manto di Piume"
volumi 9 e 10 "Il Libro della Nostalgia"
volumi 11 e 12 "Il Libro della Guerra Civile"
volume 13 "Il Libro della Vita / Il Libro degli Esseri Fantastici"
volumi da 14 a 16 "Il Libro del Sole"
"Le Origini" (prequel 1956-57), volume fuori serie

La Fenice, volumi 1 e 2: Il libro dell’Alba  Euro 9, 208 pp. vol.1 ed Euro 9, 216 pp. vol.2
(originariamente serializzato nel 1967. La storia ha luogo tra il 240 e il 270 d.C.) -

Il primo volume ci porta in un'epoca risalente a poco meno di duemila anni or sono, con personaggi certo romanzati, come la regina Himiko e il paese di Yamato, ma risalenti realmente a tradizioni e mitologie della storia nipponica.
Ambientata su di un'isola - in cui nei periodi di attività vulcanica appare anche il misterioso e immortale uccello che dà il titolo all'opera - la storia narra le vicende dei componenti di un clan, e in particolare del protagonista, un ragazzo che intende dare la caccia alla Fenice per salvare la sorella malata.
Quest’ultima verrà invece curata da un misterioso medico giunto dal mare, alla cui comparsa seguiranno invasioni e drammatici eventi nati dalla bramosia della ricerca dell'immortalità.
L'insoddisfazione umana nell'accettare la vita, l'anteporre la sfida verso la nostra natura mortale alla ricerca della felicità: questi due temi possono infatti ben rappresentare i contenuti di fondo di questo lavoro.

Il volume riesce bene nell'impresa di coniugare una narrazione interessante e una profondità di contenuti, anche se bisogna dire che lo stile alterna momenti di grande intensità e dramma a scenette comiche piuttosto estemporanee (probabilmente dettate da una natura shonen che all'epoca era ancora legata a una visione prettamente leggera del fumetto per ragazzi, e imponeva di "spezzare" il ritmo per rendere la storia più fruibile). Comunque questi sono dettagli che non inficiano più di tanto la sostanza del manga, e sicuramente nel corso dell'opera vedremo l'evoluzione dello stile di Tezuka verso una maggiore coesione del clima narrativo.
I disegni sono quelli classici del Tezuka degli anni '60, l'edizione italiana della Hazard - rilegata a filo e piuttosto buona – ha un prezzo non esattamente economico ma che sicuramente terrà conto del realismo necessario per portare a termine 17 volumi senza rischi editoriali.

La Fenice, volume 3: Il libro del Futuro  E 13.50, 296 pp.
(serializzato tra il 1967-68. Nella cronologia della Fenice sarebbe l'episodio finale, verso la fine dell'umanità. Ha luogo nel 3404 d.C.)

“Il libro del Futuro racconta la distruzione della vita sulla Terra e, dopo aver messo in scena la terribile situazione postnucleare che ne deriva, narra la storia della sua rinascita nella forma di una dottrina illustrata della Vita cosmica. Se nel Libro dell’Alba era il fiero portatore della forza vitale dell’Universo, l’Uccello di Fuoco è qui un Messaggero della Terra che si spiega attraverso i cicli dell’eterno ritorno di ogni forma di vita.”

Il terzo volume della saga della Fenice, “Il libro del Futuro”, è piuttosto impressionante, sicuramente una delle opere di Osamushi più intense e riuscite.
Mistico e filosofeggiante, la singola vita, vista come frammento della vita cosmica, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande… ma di contrasto anche riflessione sull'uomo e i suoi impulsi autodistruttivi.

La Fenice, volume 4: nelle 330 pagine di questo numero trovano posto due saghe, Il libro di Yamato e Il libro dell'Universo. E 13.50, 330 pp.

Il libro di Yamato
(serializzato nel 1968-69. Storia ambientata tra il 320 e il 350 d.C. - periodo Kofun)

Il libro di Yamato ci porta nel Giappone del IV secolo d.C., partendo anche qui da leggende e riferimenti storici. Nel nostro caso le guerre di predominio fra Yamato e i Kumaso (i secondi, come scopriremo, sono discendenti dei personaggi protagonisti dei primi due volumi dell'opera).
Questo volume salta subito all'occhio per l’iniziale quantità sopra la media di citazioni (da Kawabata al baseball, da personaggi del mondo tezukiano a canzoni popolari, fino a una bonaria presa in giro degli shojo) e siparietti non-sense di cui Tezuka faceva uso per diluire la narrazione, anche in lavori dal tono decisamente drammatico come in questo caso... questo potrebbe lasciar freddo qualche lettore, ma dopo una manciata di pagine si entra nel succo del discorso:
Il giovane principe Yamato, dalle idee progressiste (è contrario alla progettata tumulazione di servitori vivi nella futura tomba del padre, usanza dei tempi poi sostituita dall’utilizzo degli Haniwa), viene inviato in una spedizione (?!) per uccidere il sovrano rivale, ma troverà ostacoli imprevisti.
Tezuka come suo solito è narratore attento (per capire la storia bisogna osservare i fatti da tutti i punti di vista) e il monito che lancia al giovane Yamato attraverso la Fenice (la felicità non è non morire, ma avere una ragione per vivere) è anche il tema del racconto.
Storia intensa, bei disegni rapportati alla loro classicità (vedi come esempio la pagina 92) e talvolta ricercati nella costruzione delle tavole, buona edizione: "La Fenice" si conferma una serie notevole.

Il libro dell'Universo 
(scritto nel 1969. Anche noto come Spazio. La storia e' ambientata nel 2577 d.C.)

E' un episodio molto particolare... da un lato infarcito di sperimentalismo (soprattutto grafico) e dall'altro fondato sui più classici canoni della fantascienza.
Anno 2577, una nave spaziale di collegamento fra le colonie nel sistema di Zarutsu e la Terra.
I 4 membri dell' equipaggio, ibernati, vengono svegliati dal sistema di emergenza solo per scoprire che il quinto di loro, Makimura, è morto durante il suo turno di "veglia" al controllo della nave, e che la stessa è stata danneggiata irreparabilmente dai meteoriti.
I quattro sono costretti ad abbandonarla su moduli di salvataggio monoposto sparati nel vuoto del cosmo... seguiti da una misteriosa quinta navetta.
E' l'occasione per loro, allevati sin da piccoli per affrontare il lunghissimo viaggio, di ripercorrere il passato e il loro rapporto ambiguo con Makimura (specie da parte di Nana, l'unica ragazza del gruppo, della quale tutti loro erano innamorati).

Altra storia psicologica e drammatica, anche se più personale rispetto alle epopee di altre saghe della Fenice; è una specie di "giallo cosmico" in cui Tezuka si sbizzarrisce in sperimentalismi grafici continui, fra i quali il principale è la "narrazione multipla" su vignette contemporanee a scorrimento orizzontale per ogni personaggio, o le "spirali" a fumetto in cui sono ripercorsi i ricordi. Di contro, già qui sono del tutto assenti le scenette comiche.

Unica critica all'edizione Hazard... in questo episodio, vista anche l'abbondanza di retini, si nota molto l'effetto moirée sugli stessi... non so se per difetto dei materiali originali o scansioni fatte approssimativamente... forse la prima perché talvolta è assente o più sfumato.

La Fenice, volumi 5 e 6: Il libro del Mito E 9, 208 pp.
(serializzato nel 1969-1970. La storia e' ambientata nel 720-752 d.C.)
“Perché sto piangendo? Perché il mondo è così bello? O forse è perché qui ogni cosa... vive!”
Il Libro del Mito ci presenta nuovamente un Tezuka di grandissima levatura.
Questa parte de La Fenice è ambientata in un periodo preciso e significativo della storia nipponica, l’epoca Nara (dal nome della nuova capitale, VIII secolo d.C.). Epoca importante perché ricca di sviluppo tecnico e culturale grazie ai contatti con la Cina e il continente asiatico; contatti favoriti dalla diffusione del Buddismo nell’arcipelago.
E’ proprio il Buddismo l’aspetto su cui si concentra Osamushi, in particolare sulla sua ascesa, favorita dalla nobiltà, a religione intessuta con il potere imperiale in modo da ottenere un maggior controllo sulla popolazione. Il momento simbolico di tale ascesa è rappresentato dalla costruzione del Daibutsu nel complesso religioso del Todaiji di Nara. Il Daibutsu era una statua colossale del Buddha alta circa 16 metri (quella presente attualmente non è più l’originale, ma una ricostruzione) realizzata con l’intento di dare speranza e fiducia al popolo, provato da un periodo di siccità e calamità naturali.
Tezuka parte da questo spunto reale per riproporre i suoi personaggi e il suo pensiero in uno scenario di grande efficacia e di condanna verso il potere politico.

La storia ruota attorno a due protagonisti, Gao e Akanemaru.
Gao vede la luce in un villaggio sul mare, e già alla nascita perde un braccio e un occhio in un incidente causato dal padre. A causa dei suoi difetti fisici e delle sue condizioni sociali cresce sempre più emarginato, finché non diventa un bandito spietato e sanguinario. A questo punto avviene casualmente l’incontro con Akanemaru, uno scultore giovane ma già affermato. Gao, per invidia e rivalsa, ferisce Akanemaru a un braccio, rendendogli difficile l’uso dello scalpello.
Il resto dell’opera vedrà la parabola di questi due uomini, intrecciata da una parte con le vicende e gli intrighi presso la corte imperiale, e dall’altra con la presenza - rituale per quest’opera - della Fenice.
Akanemaru intraprenderà un percorso di meditazione e diventerà poi l’architetto incaricato della costruzione del Daibutsu; Gao verrà invece preso - ironia della sorte - come allievo da Roben, un eminente monaco errante, che lo porterà a trasformare il suo sentimento di rabbia in comprensione e accettazione della vita. Il tema Tezukiano della Vita vista come essenza universale, del karma e della metempsicosi, infatti, ritorna prepotente: “vivere, morire, che cosa significa?”. La Fenice ripropone le sue questioni eterne.

Una cosa interessante da notare è come Il Libro del Mito contenga molti spunti artistici e concettuali che poi verranno successivamente sviluppati nei 14 volumi di "Buddha", l’opera sulla vita di Siddhartha Gautama. Va riconosciuto, una volta di più, come la Fenice sia davvero un compendio del Tezuka-pensiero e un’opera estremamente rappresentativa.
Anche dal punto di vista grafico Il Libro del Mito è notevole sotto diversi aspetti, presentando uno stile certamente più definito, rispetto ai primi volumi, nell'esporre la forza drammatica dei temi.

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