KIMBA IL LEONE BIANCO a cura di DADUSKA
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Titolo:
Kimba il leone bianco
Edizione italiana Casa editrice: Hazard 2005-2006
Dati: 3 volumi -completa; 7.50 euro; 184 pp.
Titolo originale: Jungle Taitei (L'imperatore della giungla)
Pubblicato nel 1965 in Giappone
con il titolo originale di "Jungle Taitei" (L'imperatore della giungla)
sulla rivista Manga Shonen, è un'opera di Osamu Tezuka che arriva in Italia per
la prima volta nel 1982 grazie all'omonimo anime, che è stato anche il primo
realizzato a colori e in cui gli animali risultano umanizzati. Recentemente
pubblicato dalla Hazard Edizioni in tre volumi di circa cinquecento pagine,
narra la storia del leone Pandja che vive come un re con uno stile insolito e
particolare proteggendo dagli uomini gli animali che si sottomettono a lui e
uccidendo quelli che invece preferiscono convivere o sottomettersi a essi
distruggendo ovviamente i villaggi. Per liberarsi di lui gli indigeni decidono
di chiedere aiuto ai cacciatori bianchi, che, catturandone la compagna, riescono
ad avere la meglio su Pandja mettendo così la parola fine al suo regno.
I cacciatori tornano gloriosi in Europa portando con loro la giovane leonessa,
la quale durante il viaggio darà alla luce il figlio di Pandja, Kimba: questo
è appunto il nome del piccolo leone completamente bianco, che si troverà così
a vivere fianco a fianco agli uomini senza provare però alcun risentimento per
i fatti accaduti al padre. Al contrario, egli cercherà di sfruttare al meglio
le conoscenze imparando persino la lingua, gli usi e i costumi e arrivando anche
a vestirsi con abiti umani.
Però ben presto Kimba farà ritorno nella sua terra natia per diventare il
nuovo re della foresta scontrandosi così con una dura realtà a lui peraltro
sconosciuta, dovendosi adattare a convivere con la legge del più forte e
dovendo rinunciare, seppure a malincuore, a una parte della sua natura di leone
umanizzato per poter vivere nella giungla e proteggere gli animali che gli sono
sudditi.
Fondamentalmente Kimba è un manga creato per i bambini in cui un leoncino
cresce e impara ad affrontare le difficoltà della vita per mezzo di mille
avventure.
Il disegno è rotondeggiante e divertente, con vignette piccole e personaggi
caricaturali. La narrazione è veloce e l’autore si prende molte concessioni
narrative per rendere ancor più accattivante il racconto.
Però Kimba non è quello che può sembrare a prima vista: in effetti
risulta un manga molto profondo e in alcuni momenti persino piuttosto duro. La
morte è una costante di questa serie che, sebbene a livello grafico venga
spesso nascosta o mitigata, a livello narrativo invece è piuttosto esplicita.
Anche la divisione dei due regni è piuttosto netta, per cui troviamo che il
genere umano ne esce sconfitto da quello animale: quest'ultimo risulta essere
molto più "umano" del primo.
In Kimba ci sono tanti temi amati da Tezuka: il suo omaggio a Bambi
di Disney, il suo amore per la natura, l’importanza per i cuccioli e quindi
per i bambini di trovare la propria strada nella vita, la solitudine, la lotta
uomo - natura, l’etica nella scienza. Temi che attraversano tutte le sue
opere, ma Kimba rappresentava anche una sorta di fiaba sugli animali, e
il leoncino era davvero tenero: una tenerezza che hanno sentito anche i
responsabili della Disney negli anni Novanta, visto che si sono ispirati a Kimba
per creare il loro maggiore successo, Il Re Leone, con le conseguenti
polemiche che ne sono derivate.
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