MW a cura di YUELUNG

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Titolo: MW
Edizione italiana Casa editrice: Hazard 2004-2005
Dati: 3 volumi -completa; 7.50 euro; 216 pp.
Titolo originale: MW

"Mw è il nome in codice di una famigerata arma chimica, un gas utilizzato dall’esercito statunitense nel Sud-Est asiatico. Nei primi anni Sessanta un'ingente quantità del gas, segretamente immagazzinato non lontano dalle basi di Okinawa, sull’isola Okinomafune, fuoriuscì accidentalmente producendo una nube tossica che uccise tutti coloro che vi si trovavano, a eccezione di Iwao Garai e Michio Yuki, trovatisi per caso al riparo di una grotta quando il gas si era diffuso nell’atmosfera.
A metà degli anni Settanta, i due sopravvissuti all’ecatombe – totalmente occultata dai governi nipponico e statunitense – si incontrano a Tokio. Iwao Garai, che all’epoca dei fatti era un giovane balordo, per un desiderio di redenzione nel frattempo si è fatto prete; Michio Yuki che allora era solo un bimbo, è diventato un manager molto in vista, benché in segreto risenta delle lesioni cerebrali prodotto da un leggero contatto col micidiale MW.
Anche per questo Michio è mosso da un diabolico desiderio di vendetta verso i responsabili della strage ed è giunto a partorire il delirante piano di appropriarsi di grandi quantitativi del gas per avvelenare l’intera atmosfera terrestre e distruggere il genere umano." (Dal sito della Hazard edizioni)

Tezuka (come rivela egli stesso nella postfazione), aveva concepito quest’opera con l’intento di presentare ai lettori un dramma picaresco che, stravolgendo le tradizionali atmosfere dei suoi racconti, li lasciasse stupefatti. Un’opera in cui tutti i mali della società - conformismo, ozio, indolenza, tradimento, violenza, concupiscenza, stupro - e soprattutto i mali della politica vi fossero rappresentati nella forma di una depravazione assoluta. E sebbene, sempre nella postfazione, egli ammetta di non essere riuscito nel suo intento (per l’inadeguatezza del suo stile), questa volontà di rappresentare tutti i mali della società è ben presente: la depravazione assoluta di cui parla è “palpabile” fin dalle prime pagine e pervade interamente l’opera (fino allo sconvolgente finale).

Ed è proprio da questa “depravazione assoluta”, da questo calderone in cui sono stati gettati tutti i mali della società che è nato, come Venere dalla schiuma del mare, uno dei personaggi più affascinanti e diabolici dell’universo Tezukiano, ovvero Michio Yuki.

Di aspetto bellissimo, in grado di passare da abiti maschili ad abiti femminili con grande naturalezza , spietato assassino di donne e bambini, freddo calcolatore, diavolo tentatore dotato di una malvagità e allo stesso tempo di una purezza quasi infantili. Questo perché il Michio Yuki adulto e carnefice non è poi molto diverso dal Michio Yuki bambino e vittima, come se dall’incidente il tempo per lui si fosse fermato.
Ed è questo “bambino perverso” che, in una specie di gioco malato, tira le fila degli altri personaggi, poveri burattini nelle sue mani. Primo fra tutti Garai, che vuoi per i suoi sensi di colpa e il suo desiderio di redenzione, vuoi per il fascino esercitato da Yuki, non riuscirà mai a liberarsi completamente dalle sue grinfie (se non con la morte).

In definitiva questo "MW" (insieme ad "Ayako") è uno dei seinen più neri e torbidi di questo autore. Sebbene in alcuni punti non sia completamente riuscito, appassiona e, a dispetto della modestia di Osamushi, lascia abbastanza stupefatto il lettore.
Da leggere!

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